CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE!
Di: Vittorio Sebeglia, Simone Fontana, Luca MorienaAnton Malakhov, Vincenzo Penna, Vincenzo Carnevale, Alessandro Marzocchi
La scuola quest’anno ha deciso di offrirci la possibilità di incontrare un’egittologa. Quest’idea ha avuto molto successo, perché è stata un’esperienza interessante per tutti i ragazzi.
Durante il primo incontro con lei, abbiamo parlato di Hatshepsut, la prima donna faraone, e della sua amicizia con la regina di Punt, con la quale commerciava. Abbiamo inoltre parlato di Erodoto, il primo turista della storia che vide le piramidi, ma l’argomento che ci ha colpito di più è stato il primo sciopero della storia. Circa 3200 anni fa, alcuni operai, che da 10 giorni non ricevevano il salario, andarono al tempio di Sobek e formarono una catena umana per impedire l’ingresso ai sacerdoti. Fu quindi fatto chiamare il Visir, il primo ministro, il quale promise loro che entro altri 10 giorni sarebbero stati pagati e lo mise per iscritto. Trascorsero però 15 giorni, ma dei salari… “neanche l’ombra”. Perciò gli operai, scocciati, fecero una grande manifestazione a Tebe: si sedettero con mogli e figli nel cortile del faraone e incrociarono le braccia. Spiegarono al faraone l’accaduto e lui, stupito da questo, si giustificò dicendo che i salari li aveva già mandati il mese prima. Decise quindi di incaricare una commissione di indagare. Alla fine si scoprì che due sacerdoti e due operai collusi si erano intascati i salari. Il faraone li condannò ad una pena durissima: vennero scuoiati vivi e ricoperti di sale.
È proprio vero che il futuro si basa sul passato, infatti anche noi oggi usiamo dire “incrociare le braccia” o fare una “catena” per protestare contro cose a nostro parere ingiuste.
È stata una bella esperienza, anche se breve, ed è grazie ad essa che abbiamo potuto rivivere le usanze di un popolo che a noi pare così lontano: l’Egitto!