EGIZI O UOMINI MODERNI?
Di: Chiara Rimondotto
Martedì 9 novembre, presso l’auditorium della scuola, ho partecipato con i compagni e la professoressa di italiano al primo incontro con l’egittologa.
La docente che ci ha intrattenuto per due ore è una archeologa che vive sei mesi all’anno in Italia e sei mesi al Cairo, dove effettua ricerche e studi.
Devo dire che inizialmente ero abbastanza scettica perché pensavo si trattasse di una lezione poco interessante, invece mi sono dovuta ricredere.
La docente, con una buona dose di simpatia e una profonda conoscenza, è riuscita a parlare della storia degli Egizi in modo divertente e coinvolgente, ed è riuscita molto bene a trasmettere la sua “passione” per questo popolo.
Dopo aver illustrato le motivazioni che hanno fatto nascere in lei questa grande “passione”, ha fatto passare tra i banchi due scatole contenenti degli oggetti strani, simili a piccole pietre, alcune di colore giallo e altre di colore nero. Ci ha invitato ad annusarle e a cercare di capire la natura di queste sostanze.
Abbiamo così scoperto che le pietre di colore nero erano dei frammenti di mirra, sostanza molto preziosa per il popolo egizio. L’archeologa ci ha raccontato che la mirra, a differenza dell’incenso, è una gommoresina morbida che viene anche utilizzata come antibatterico naturale e che in passato veniva utilizzata dagli Egizi per la mummificazione.
Poi, ci ha mostrato alcuni cocci di un’anfora che anticamente serviva per contenere il vino e alcuni resti di un pezzo di argilla, utilizzato da uno scriba per posarvi il colore rosso.
La docente si è poi soffermata a leggere alcune scritte riportate su papiri egizi che risalgono a 3200 anni fa, e che trattano argomenti più che mai attuali come per esempio il diritto al salario, lo sciopero, l’importanza dell’istruzione.
Un giornale del tempo riporta infatti questo avvenimento. Gli operai del villaggio di Deir-El-Medina dopo 10 giorni di ritardo del salario decisero di lamentarsi e, formando una catena umana , impedirono l’ingresso al tempio, ai sacerdoti. I sacerdoti andarono a chiamare il primo ministro, il Visir, che promise loro che entro 10 giorni avrebbero ricevuto il salario e lo scrisse su un papiro, come prova scritta. Passati 15 giorni gli operai non ricevettero i loro soldi e così crearono una grande manifestazione nel cortile della casa del faraone a Tebe. A questo grande avvenimento parteciparono gli operai con le loro famiglie che, in segno di rivolta, decisero di sedersi a terra (sit-in) e di incrociare le braccia. Più tardi, si scoprì che il faraone aveva già inviato i salari il mese precedente. Venne creata una commissione per svolgere le indagini e si scoprì che due sacerdoti, insieme a due operai, si erano intascati tutti i soldi. I colpevoli del furto furono scuoiati vivi e ricoperti di sale.
Mai, avrei pensato, che il primo sciopero fosse stato indetto 3200 anni fa, al tempo degli Egizi !
Sono rimasta molto colpita anche da una scritta ritrovata su di un altro antico papiro, dove si parla dell’importanza dello studio. Compaiono le parole dette da un padre al figlio, il quale esalta il proprio mestiere, quello dello scriba. Questo padre paragona il proprio lavoro, sicuro e redditizio, a quelli del contadino e del fornaio , faticosi e pesanti, che non offrono molto da vivere,ed esorta il figlio a studiare, per crearsi un avvenire.
Anche questa situazione del padre, che esorta il figlio a studiare e a crearsi una cultura, è più che mai attuale.
Questa “modernità” del popolo egizio mi ha colpita in modo particolare e ha stimolato la mia curiosità.
Ho capito che, seppur in epoche diverse, i problemi dell’uomo egizio sono paragonabili a quelli dell’uomo di oggi.
Ed ecco che allora lo sciopero era ed è rimasto uno degli strumenti democratici che servono all’uomo per rivendicare i diritti talvolta negati.
L’importanza dello studio era per gli Egizi ed è tutt’ora per noi fondamentale.
Le ansie dei genitori egizi che esortavano i propri figli a studiare sono paragonabili alle ansie dei genitori di oggi.
Certamente, i tempi sono molto cambiati !!
Al tempo degli Egizi i cadaveri venivano mummificati, si scriveva sui papiri, si manifestava davanti ai templi. Oggi, i cadaveri vengono cremati, si scrive con il computer, si manifesta davanti ai ministeri o nelle piazze, ma dietro a tutte queste cose c’è sempre l’uomo e la sua vita.
L’uomo con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni era ed è il protagonista assoluto della storia.
Ho trovato questo incontro con l’egittologa interessante e stimolante perché, trattando argomenti diversi da quelli che già conoscevo, mi ha permesso di comprendere più a fondo gli Egizi e provare una certa “simpatia” per questo popolo.