Di: Mara Baruffaldi, Arianna Bonino, Ilaria Corongiu
Arianna Ladisa, Valentina Leria, Doriana Levrè
Martedì 9 Novembre abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un incontro di egittologia con la dott.ssa Donatella Avanzo. Ci ha raccontato, con immenso entusiasmo, della grande regina Hatshepsut vissuta 3500 anni fa. E’ impressionante come in una civiltà governata da uomini questa donna sia riuscita a guidare il suo popolo in modo saggio e pacifico. La sua politica consisteva nel promuovere le arti, la cultura e lo sviluppo del commercio.
Un importante prodotto che la regina importava dal Regno di Punt, anch’esso governato da una donna, era la mirra, una gommoresina molto utile per la mummificazione grazie al suo potere antibatterico che garantiva la conservazione del corpo nel tempo.
Il suo splendido regno ebbe fine nel 1457a.C., dopo circa 20 anni di governo. Apprezziamo il fatto che, a quel tempo, abbia deciso di ribellarsi agli uomini, non cedendo il potere al nipote e figliastro, ma prendendone invece il posto. Decise di vestirsi come un faraone, indossando la barba posticcia e il copricapo tipico del sovrano, entrambi simboli del potere egizio. Così facendo, prese in mano le redini di una civiltà che governò senza mai inimicarsi i popoli confinanti.
Il suo, però, non fu l’unico esempio di ribellione nell’Antico Egitto. Nell’alto Egitto, infatti, si ebbe il primo sciopero della storia. In un villaggio di operai, tutti gli uomini fecero picchetto all’esterno di un tempio per non far entrare i sacerdoti dato che non ricevevano il salario da 10 giorni.
A questo punto venne chiamato il visir che assicurò e garantì loro la retribuzione entro 10 giorni. Passarono 15 giorni, ma gli operai non ricevettero il salario, così tutti gli abitanti del villaggio - uomini, donne, bambini - andarono fino al cortile del palazzo del faraone, si sedettero e incrociarono le braccia in segno di protesta. In realtà il faraone disse loro di aver già inviato gli stipendi da un mese. Infine venne scoperto che due sacerdoti e due operai avevano rubato i salari.
I responsabili del furto non fecero una bella fine: vennero scuoiati vivi e ricoperti di sale.
Durante gli incontri abbiamo visionato alcune diapositive e discusso di molti altri aspetti dell’Egitto, ma questi ci sono sembrati i più interessanti, raccontati con particolare enfasi ed entusiasmo dall’archeologa che, nonostante il matrimonio e una gravidanza molto precoce, ha continuato gli studi. Nulla ha potuto frenare la sua grande passione verso l’Egitto!