I SINDACATI EGIZI

 

Di:Luca Carta, Giuseppe Famà, Luca Difrancesco, Giacomo Minnella

 

Di recente è venuta a scuola un’archeologa esperta in egittologia, che, oltre a mostrarci vari reperti e per due o tre volte le stesse diapositive, ci ha raccontato un’interessante storia: quella del primo sciopero, avvenuto in Egitto.

La storia racconta che, nell’antico Egitto, per via di un “ritardo” nella consegna dei salari, gli operai organizzarono uno sciopero e occuparono il tempio, convincendo il visir a firmare una sorta di contratto con il quale veniva garantita la consegna dei salari entro dieci giorni.

Comunque, trascorsi non dieci ma quindici giorni, dei salari, parole testuali degli Egizi, “neanche l’ombra”.

Allora, gli operai andarono nella capitale ed entrarono nel cortile del palazzo del faraone, dopodiché si sedettero e incrociarono le braccia. Alla fine il faraone scoprì che i salari, che aveva già inviato, erano stati rubati da un sacerdote e da due servi.

In seguito, i colpevoli vennero scuoiati vivi e cosparsi di sale (altro che sedia elettrica!).

Ora la storia non è cambiata più di tanto, solo che i ladri di ora sono l’equivalente del vecchio faraone. E se i padroni continuano a rubare i salari, che si fa? Si sciopera!!!

Comunque l’egittologa non ha parlato solo di questo: sono stati trattati anche altri argomenti, tra cui un documento scritto da uno scriba (se è scriba, scribe, ovviamente!) a suo figlio, la cosiddetta “satira dei mestieri”, dove incita il pargolo (parolone antico…) a studiare, altrimenti potrebbe trovarsi a dover svolgere i mestieri che deride, come il contadino che, a sera, non riesce ad alzare la schiena più di un asino o il fornaio che torna a casa con il viso così rosso che la moglie neppure lo riconosce, mentre lo scriba è sempre vestito di lino bianco puro e non fatica. Studiate che è meglio!

Ciao lettori!!!