THE EGYPTIAN MUMMIES’STORY
Di: Giulia Chiarotto
La parola mummia deriva dall’arabo “mumiyyan” e forse dal persiano “mum=cera” . Infatti designava in origine la sostanza che veniva impiegata per l’imbalsamazione. Era infatti consuetudine ricoprire i cadaveri con cera ed oli profumati.
In seguito il termine “mummia” venne usato per indicare il cadavere che, trattato con vari metodi, era stato preservato dalla decomposizione.
La pratica dell’imbalsamazione assunse grande importanza in Egitto. Ma la mummificazione non fu sempre uguale, anzi variò i suoi procedimenti nel corso delle diverse dinastie faraoniche. A partire dalla XVIII dinastia, assunse valore di arte e raggiunse la sua perfezione sotto la XXI dinastia. Pensate che l’operazione dell’imbalsamazione aveva una durata che andava dai 70 giorni a svariati mesi.
Ma, secoli dopo, che cosa si è fatto di tali “ricchezze”?
Nel 1700 a Parigi, a Londra e nelle grandi città Europee, le mummie venivano vendute e utilizzate per la composizione di medicinali! Infatti si pensava che la polvere di mummia guarisse tutti i mali.
E, che voi ci crediate o no, questa polvere era molto ricercata e veniva esposta nelle vetrine di ogni farmacia.
Nel 1800 a Londra, la regina Vittoria aveva trovato un nuovo metodo per valersi di questi preziosi resti: le mummie venivano utilizzate come combustibile per una recente scoperta, le caldaie dei treni.
Diciamo che si trattò di una scelta poco nobile, soprattutto se pensiamo allo studio e al tempo speso per la ricerca da parte di grandi archeologi.
Pochi anni fa sono state ritrovate 200 mummie dorate, ma non immaginerete mai da chi!
Da un asino. Eh sì, un asino che ebbe la sfortuna, o forse la fortuna di cadere con una zampa in un buco formatosi nel terreno, che poi si rivelò essere rifugio di queste preziose mummie.
Ed è così che, per la prima volta, un asino fu ricompensato con una somma di denaro.
CHIAMATELO ASINO!!!!
